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La Banca d'Inghilterra (BOE) ha tagliato il tasso di riferimento di 25 punti base al 3,75% nella riunione di dicembre, facendo il sesto taglio dei tassi da agosto 2024.

Ma la decisione è stata molto più controversa di quanto si aspettassero i mercati, con il Comitato di politica monetaria che ha votato 5 a 4 a favore del taglio, mostrando profonde divisioni sul futuro della politica monetaria del Regno Unito.

Il governatore Andrew Bailey, che ha dato il voto decisivo dopo essersi tenuto in disparte a novembre, ha sottolineato che"continuiamo a pensare che i tassi siano su un percorso di graduale riduzione, ma con ogni taglio che facciamo, diventa sempre più difficile decidere quanto andare oltre".

Punti chiave della decisione della BOE

  • Voto serrato 5-4: cinque membri del Comitato di politica monetaria hanno votato a favore del taglio, mentre quattro hanno preferito mantenere il tasso al 4%, evidenziando il persistente disaccordo sui rischi di inflazione rispetto alle preoccupazioni di crescita.
  • Inflazione in calo più rapido del previsto: l'IPC è sceso al 3,2% a novembre e ora si prevede che scenderà "più vicino al 2%" entro aprile, circa un anno prima rispetto alle previsioni della BOE del mese scorso.
  • Le misure di bilancio danno un po' di sollievo: il bilancio autunnale del Cancelliere Rachel Reeves, che include tagli alle bollette energetiche e il congelamento delle accise sui carburanti, dovrebbe ridurre l'inflazione di circa 0,5 punti percentuali all'inizio del 2026.
  • Economia in stallo: la BOE ora prevede una crescita del PIL pari a zero nel quarto trimestre del 2025, in calo rispetto alla previsione dello 0,3% di novembre, poiché le imprese rimangono caute a causa dell'incertezza sul bilancio.
  • Mercato del lavoro in calo: la disoccupazione è salita al 5,1%, il livello più alto dal gennaio 2021, mentre la crescita dei salari ha continuato a rallentare, con quella del settore privato scesa al 3,9%.
  • I falchi restano preoccupati: i quattro dissenzienti hanno avvertito che gli indicatori salariali prospettici restano "elevati" al 3,5-4%, suggerendo che la crescita salariale potrebbe non diminuire ulteriormente.
  • Cautela nell'allentamento monetario: Bailey ha segnalato che la BOE si sta avvicinando a tassi neutri (stimati al 3-3,5%), rendendo i futuri tagli sempre più dipendenti dai dati in arrivo.

Link alla dichiarazione ufficiale sulla politica monetaria della BOE (dicembre 2025)

I cinque membri che hanno votato a favore di un taglio - Bailey, Sarah Breeden, Dave Ramsden, Swati Dhingra e Alan Taylor - hanno ritenuto che "il processo di disinflazione fosse sulla buona strada"e che i rischi al rialzo per l'inflazione avessero continuato a diminuire. Bailey ha sottolineato l'aumento della disoccupazione e il passaggio dall'occupazione alla disoccupazione, avvertendo che il comitato dovrebbe essere "vigile" riguardo a un potenziale deterioramento più marcato del mercato del lavoro, anche se non ha ancora visto "prove conclusive" in tal senso.

I quattro dissenzienti – Megan Greene, Clare Lombardelli, Catherine Mann e Huw Pill – hanno dato "maggiore peso alla persistenza prolungata dell'inflazione, anche a causa di fattori strutturali".Hanno sostenuto che i dati attuali e prospettici sull'inflazione dei servizi, la crescita dei salari e le aspettative di inflazione rimanevano al di sopra dei livelli compatibili con l'obiettivo, segnalando potenzialmente "cambiamenti duraturi nel comportamento di fissazione dei salari e dei prezzi".

In particolare, entrambi i gruppi hanno fatto riferimento agli stessi dati dell'indagine sui salari che mostrano che le aspettative si sono "stabilizzate nella fascia del 3,5-4%", ma hanno tratto conclusioni opposte. I falchi hanno visto questo plateau come una prova che la disinflazione salariale potrebbe arrestarsi, mentre i colombe lo hanno considerato, insieme al calo della crescita salariale effettiva e all'aumento della disoccupazione, come una conferma dell'efficacia della politica restrittiva.

Il verbale ha sottolineato che "le valutazioni su un ulteriore allentamento della politica monetaria diventeranno più difficili"con l'avvicinarsi del tasso bancario al livello neutro, con i membri che hanno "opinioni diverse su come e con quale grado di precisione si possa identificare un livello di equilibrio, o neutro, del tasso bancario".

Le osservazioni di Bailey secondo cui le decisioni future sarebbero state "più difficili da prendere" hanno trovato riscontro tra gli operatori valutari, che le hanno interpretate come un segnale che la BOE si sta avvicinando alla fine del suo ciclo di allentamento. La previsione della banca centrale secondo cui l'inflazione raggiungerà il 2% entro la primavera del 2026, molto prima di quanto previsto in precedenza, ha dato al MPC la possibilità di procedere ora a un taglio, segnalando al contempo una minore urgenza di un allentamento aggressivo in futuro.

Link al verbale della riunione del MPC della BOE e al riassunto della politica monetaria

Reazioni del mercato

Sterlina britannica rispetto alle principali valute: 5 minuti

Overlay of GBP vs. Major Currencies

Sovrapposizione del grafico del GBP rispetto alle principali valute di TradingView

I rendimenti dei titoli di Stato a due anni sono saliti di 5-6 punti base dopo l'annuncio, mentre i mercati obbligazionari hanno rivisto le aspettative per il ciclo di allentamento del 2026. Gli swap sui tassi di interesse ora riflettono circa 50-75 punti base di ulteriori tagli fino alla fine del 2026, in calo rispetto ai 75-100 punti base previsti prima della riunione.

La sterlina britannica, che ha registrato una tendenza ribassista nelle prime fasi di negoziazione a Londra, si è leggermente rafforzata dopo la decisione sui tassi della BOE, nonostante il taglio di 25 punti base ampiamente previsto. La reazione iniziale del mercato ha suggerito che gli operatori sono stati colti di sorpresa dal tono restrittivo sia nella divisione dei voti che nelle indicazioni prospettiche.

Tuttavia, la forza della sterlina è stata di breve durata, poiché la valuta ha registrato un calo durante la sessione di negoziazione statunitense. Il calo ha coinciso con la decisione politica della BCE e la conferenza stampa, in cui i funzionari hanno lasciato aperta la porta a potenziali tagli dei tassi futuri, mantenendo i tassi stabili al 2%. Il messaggio relativamente equilibrato della BCE potrebbe aver sostenuto l'euro durante la sessione, mentre gli operatori hanno anche assimilato i dati sull'inflazione statunitense inferiori alle attese.

La sterlina ha perso gran parte dei guadagni post-BOE rispetto a diverse valute principali, anche se è riuscita a mantenere modesti guadagni rispetto a USD, NZD ed EUR, chiudendo in ribasso rispetto ad altre valute principali come AUD, CAD, JPY e CHF.

Guardando al futuro, l'attenzione del mercato si sposterà sulla prossima decisione della BOE il 5 febbraio 2026. Gli economisti restano divisi sul fatto che la banca centrale taglierà di nuovo i tassi a febbraio o aspetterà fino a marzo, con i dati sui salari e sull'inflazione di gennaio che potrebbero essere decisivi.