This article has been translated from English to Italian.
L'indice dei prezzi alla produzione degli Stati Uniti è sceso inaspettatamente dello 0,1% su base mensile ad agosto, portando l'inflazione all'ingrosso annuale al 2,6%, ben al di sotto delle aspettative degli economisti.
Anche l'indice PPI core, che non include i prezzi volatili di alimentari ed energia, è sceso dello 0,1% su base mensile e del 2,8% su base annua, mancando le previsioni.
I dati sull'inflazione sorprendentemente deboli hanno confermato che le aziende stanno assorbendo i costi dei dazi piuttosto che trasferirli sui consumatori, fornendo alla Fed un'ulteriore giustificazione per l'allentamento della politica monetaria.
Punti chiave del rapporto PPI statunitense:
- PPI complessivo: -0,1% su base mensile, +2,6% su base annua (rispetto al +0,3% su base mensile e al +3,3% su base annua previsti)
- PPI core: -0,1% su base mensile, +2,8% su base annua (rispetto alle previsioni del +3,5% su base annua)
- I prezzi dei servizi sono scesi dello 0,2% su base mensile, trainati da un calo dell'1,7% dei margini dei servizi commerciali
- I prezzi dei beni sono aumentati solo dello 0,1% m/m nonostante le pressioni tariffarie
- I prezzi dell'energia sono scesi dello 0,4% m/m, esercitando una pressione disinflazionistica
- I beni soggetti a dazi hanno mostrato risultati contrastanti: la carne bovina è aumentata del 6,0% m/m e il caffè del 6,9% m/m, ma l'inflazione complessiva dei beni è rimasta contenuta
Link al rapporto ufficiale PPI degli Stati Uniti per agosto
Nonostante le diffuse preoccupazioni relative alla pressione inflazionistica derivante dall'attuazione delle politiche commerciali, i dati di agosto suggeriscono che le aziende continuano ad assorbire la maggior parte dei costi dei dazi piuttosto che trasferirli sui consumatori.
Il calo dell'1,7% dei margini dei servizi commerciali, che eguaglia il calo più consistente dal 2009, indica che i rivenditori e i grossisti stanno comprimendo i propri margini di profitto.
Reazione del mercato
Dollaro USA rispetto alle principali valute: 5 minuti

Sovrapposizione del grafico USD vs. principali valute di TradingView
Il dollaro USA, che prima dell'uscita dei dati era scambiato in un intervallo ristretto, ha registrato un calo generalizzato e netto alla pubblicazione dei dati sull'indice dei prezzi alla produzione (PPI). Dopo un breve tentativo di recupero, il biglietto verde ha ripreso a scendere intorno alle 9:00 ET, dopo cheil presidente Trump ha postato sui social media dichiarando"Nessuna inflazione!!!" e chiedendo alla Fed di tagliare subito e in modo aggressivo i tassi, definendo Powell "un disastro totale".
Le valute legate alle materie prime, AUD e NZD, hanno guidato i guadagni rispetto al dollaro, mentre i beni rifugio hanno mostrato una maggiore resilienza. La pressione di vendita è continuata per gran parte della sessione, prima di attenuarsi in prossimità della chiusura di Londra, probabilmente a causa degli aggiustamenti di posizione in vista dei dati CPI di giovedì.
Alla fine della giornata, la performance dell'USD è stata mista: si è rafforzato rispetto a EUR, CAD, CHF e JPY, ma si è indebolito rispetto alle valute "a rischio" come GBP, AUD e NZD.
Con i mercati che scontano pienamente un taglio dei tassi della Fed di 25 punti base per la riunione del 17-18 settembre, l'attenzione si sposta sull'indice dei prezzi al consumo di giovedì per avere maggiore chiarezza sull'inflazione.