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Lo yen giapponese (JPY) ha avuto una brutta settimana, perdendo terreno rispetto a tutte le principali valute, perché l'interferenza politica e i cambiamenti di personale hanno messo in dubbio il percorso della Banca del Giappone (BOJ) verso la normalizzazione dei tassi di interesse.

Dopo mesi in cui i mercati avevano scontato un graduale allontanamento dall'era dei tassi negativi, questa settimana la narrativa è cambiata bruscamente, suggerendo che l'era dell'indipendenza di Ueda potrebbe trovarsi ad affrontare la sfida più significativa mai affrontata dall'ufficio del Primo Ministro.

Perché gli aumenti dei tassi della BOJ sono importanti per lo yen

Quando una banca centrale aumenta i tassi, la sua valuta di solito si rafforza perché gli investitori cercano rendimenti più alti sui depositi e sulle obbligazioni. Ecco perché la svolta della BOJ verso l'aumento dei tassi dopo anni di tassi ultra-bassi è stata così importante per chi fa trading con lo yen.

La BOJ aveva già iniziato a inasprire la politica monetaria dal 2024 e i mercati prevedevano circa il 70% di probabilità di un altro aumento entro aprile, il che ha dato allo yen un solido supporto.

Ma questo supporto ha iniziato a incrinarsi martedì.

Cosa è successo questa settimana

Il segnale di Takaichi: una violazione dell'indipendenza?

Il calo dello yen è iniziato martedì dopo che il quotidiano Mainichi Daily ha riportato che il primo ministro Sanae Takaichi ha espresso in privato la sua opposizione a ulteriori aumenti dei tassi in un incontro con il governatore della BOJ Kazuo Ueda.

Secondo l'articolo, la sua posizione era notevolmente più "dura" rispetto agli incontri precedenti. Per i mercati, questo ha fatto pensare a un ritorno all'era dell'"Abenomics", in cui la banca centrale era spesso vista come un braccio dell'esecutivo.

Il personale è politica: il cambiamento accomodante nel consiglio

Mercoledì, il governo giapponese ha nominato due accademici per coprire i prossimi posti vacanti nel consiglio direttivo della BOJ composto da nove membri: Toichiro Asada e Ayano Sato.

Entrambi i candidati sono considerati "riflazionisti", cioè economisti che preferiscono stimoli aggressivi e in genere non amano alzare i tassi di interesse.

  • Ayano Sato ha detto pubblicamente che uno yen debole è un vantaggio netto per l'economia giapponese, che dipende dalle esportazioni.
  • Toichiro Asada è noto per sostenere una spesa pubblica massiccia piuttosto che una stretta monetaria.

Nominando queste persone, il governo Takaichi ha spostato l'equilibrio ideologico del consiglio verso una posizione di "tassi bassi più a lungo". Questo fa pensare che, anche se i dati economici giustificassero un aumento, la resistenza interna alla BOJ sta per aumentare.

Anche se il governatore Ueda ha cercato di calmare le acque in un'intervista al quotidiano Yomiuri, ribadendo che la BOJ aumenterebbe i tassi se le prospettive rimanessero invariate, il mercato lo ha praticamente ignorato. Gli operatori stanno attualmente scommettendo che l'influenza "accomodante" del governo abbia più peso delle parole del governatore.

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Perché è importante: l'impatto sul mercato

Messi insieme, questi due eventi hanno mandato un segnale chiaro: il governo Takaichi potrebbe cercare di rallentare il ciclo di aumento dei tassi della BOJ.

La logica è semplice. Se il governo si oppone agli aumenti dei tassi, la BOJ potrebbe sentire la pressione politica di fare una pausa. Meno aumenti significano che lo yen diventa meno interessante rispetto alle valute con rendimenti più alti. Meno interessante = yen più debole.

Le nomine hanno aggiunto una dimensione a più lungo termine. I nuovi membri del consiglio non entreranno in carica prima della primavera e dell'estate, quindi non influenzeranno direttamente la riunione del 19 marzo. Tuttavia, nel tempo modificheranno l'equilibrio ideologico del consiglio, aumentando la possibilità che le future decisioni sui tassi incontrino una maggiore resistenza interna.

Dopo la festività dell'Emperor's Birthday di lunedì, lo JPY ha subito due forti vendite consecutive martedì e mercoledì, i due cali giornalieri più marcati della settimana per la valuta.

Il cambio USD/JPY è salito da circa 154,00 a un massimo di 156,80, il livello più alto dall'inizio di febbraio. Nel complesso, lo JPY è stata la valuta principale con la peggiore performance della settimana, perdendo terreno rispetto al dollaro, all'euro, alla sterlina, al dollaro australiano e al resto del G10.

È stato un classico caso di cattive notizie che si sono accumulate: ogni notizia ha colpito una valuta già indebolita e l'ha spinta ancora più in basso.

Lezioni chiave per i trader

L'indipendenza della banca centrale è importante, molto importante. Quando i mercati credono che una banca centrale definisca la propria politica basandosi esclusivamente sui dati economici, le valute diventano più prevedibili. Quando i politici sembrano interferire, tale prevedibilità svanisce. L'incertezza genera volatilità.

La composizione del consiglio di amministrazione determina la politica a lungo termine. Non è solo il governatore che conta. Tutti i nove membri del consiglio votano sulle decisioni relative ai tassi, quindi chi ne fa parte e quali sono le loro inclinazioni determina la direzione che prenderà la politica nei mesi o negli anni a venire.

Anche le fughe di notizie e le voci influenzano i mercati. Il rapporto del Mainichi non era una dichiarazione politica ufficiale, ma citava fonti interne anonime. Tuttavia, lo yen ha perso oltre l'1% di valore. I mercati operano sulla base delle aspettative e le notizie non confermate possono modificarle rapidamente.

Conclusione

Il calo dello yen di questa settimana non è stato causato da dati economici concreti, ma dal rischio politico.

Secondo quanto riferito, opponendosi in privato agli aumenti dei tassi e nominando poi economisti accomodanti nel comitato politico, il primo ministro Takaichi ha sollevato seri interrogativi sul futuro della BOJ.

Il prossimo evento chiave è la riunione politica della BOJ del 19 marzo. Se la banca centrale mantiene i tassi e segnala una pausa più lunga, lo yen potrebbe subire ulteriori pressioni. Se il governatore Ueda segnala che la banca difenderà la sua indipendenza, ci si può aspettare una certa ripresa.

In ogni caso, questo ci ricorda che nel forex non bisogna guardare solo all'economia, ma anche alla politica.

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