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Secondo i nuovi dati di Challenger, Gray & Christmas, i tagli di posti di lavoro negli Stati Uniti hanno raggiunto il picco più alto degli ultimi 20 anni nel mese di ottobre, con 153.074 licenziamenti annunciati dai datori di lavoro.

Il rapporto, pubblicato il 6 novembre, evidenzia un'accelerazione dei tagli di posti di lavoro legati alla riduzione dei costi, alla rapida adozione dell'intelligenza artificiale e al calo della spesa dei consumatori e delle imprese. L'aumento dei licenziamenti arriva in un momento di continua incertezza economica e di chiusura record del governo federale statunitense.

Punti chiave

  • I datori di lavoro statunitensi hanno detto che a ottobre ci saranno 153.074 licenziamenti, un aumento del 175% rispetto all'anno scorso e del 183% rispetto a settembre.
  • I settori della tecnologia e dello stoccaggio hanno guidato i licenziamenti del mese, con oltre 33.000 riduzioni nel settore tecnologico e quasi 48.000 in quello dello stoccaggio.
  • Da inizio anno, le aziende hanno segnalato 1.099.500 licenziamenti, superando già del 44% il totale dell'intero 2024.
  • Le cause principali dell'aumento di ottobre includono i vincoli di bilancio, la costosa ristrutturazione guidata dall'intelligenza artificiale e il rallentamento dell'attività economica.
  • La portata dei licenziamenti è la più alta per il mese di ottobre dal 2003, spingendo i dati sul mercato del lavoro statunitense ancora più verso una situazione di recessione.

Reazioni del mercato

Panoramica generale del mercato: 5 minuti

Dollar Index, Gold, S&P 500, Oil, U.S. 10-yr Yield, Bitcoin Overlay Chart by TradingView

Indice del dollaro, oro, S&P 500, petrolio, rendimento decennale statunitense, Bitcoin Overlay Grafico a 5 minuti di TradingView

I mercati finanziari non hanno mostrato molta pazienza di fronte agli scioccanti dati sull'occupazione, adeguando rapidamente il sentiment di rischio generale mentre lo tsunami dei licenziamenti si abbatteva sulle sale di contrattazione. Le obbligazioni hanno registrato un rialzo e le azioni hanno subito un calo, riflettendo il nervosismo degli investitori che prevedono un rallentamento delle assunzioni negli Stati Uniti.

I rendimenti dei titoli del Tesoro e il dollaro hanno registrato un calo congiunto, con la loro tendenza al ribasso che riflette probabilmente la nuova convinzione dei trader in un possibile taglio dei tassi da parte della Fed a dicembre. Non sorprende che le aspettative di una politica più accomodante da parte della Fed siano aumentate, con il CME Fedwatch Tool che mostra le probabilità di un taglio il 10 dicembre balzare dal 62% di ieri al 69,9% di oggi.

Nel frattempo, anche l'oro ha perso terreno nel caos, segnalando che le obbligazioni erano il posto giusto dove stare dopo i deludenti dati sull'occupazione negli Stati Uniti.

Per ora, il dollaro e i rendimenti potrebbero continuare a subire pressioni, dato che l'Asia dovrà valutare questo sviluppo nel giro di poche ore. L'oro, che non ha beneficiato della reazione iniziale, potrebbe trarre vantaggio in seguito dalle crescenti preoccupazioni economiche negli Stati Uniti e dalla situazione di stallo del governo. Il prossimo appuntamento è con i dati preliminari sull'indice di fiducia dei consumatori statunitensi dell'Università del Michigan, che potrebbero ribaltare l'umore in un attimo o alimentare l'avversione al rischio. Restate sintonizzati e mantenete la calma!