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Sono appena usciti altri dati sull'economia cinese e gli operatori stanno cercando di capire cosa potrebbero significare per le prossime mosse di Pechino.

Perché è così importante adesso? Perché l'economia cinese è a un bivio. I dati di ottobre hanno mostrato che le vendite al dettaglio hanno superato le aspettative con una crescita del 2,9%, ma la produzione industriale ha deluso con un 4,9%, ben al di sotto del 5,5% previsto.

Nel frattempo, il dato davvero preoccupante era nascosto nei dettagli: gli investimenti in immobilizzazioni sono scesi dell'1,7%, quasi il doppio del calo previsto dello 0,8%.

Continua a leggere per capire cosa significano realmente questi numeri, perché il governo potrebbe (o meno) varare ulteriori misure di stimolo e cosa tutto ciò potrebbe significare per i mercati valutari e delle materie prime in futuro.

Le basi: come si presentano i dati di ottobre

Innanzitutto, analizziamo i dati pubblicati questa settimana dalla Cina:

Vendite al dettaglio: il lato positivo

Le vendite al dettaglio sono cresciute del 2,9% su base annua a ottobre, superando leggermente la previsione del 2,7%, ma rimanendo comunque inferiori al 3,0% di settembre. Non è proprio entusiasmante, ma almeno c'è una crescita, giusto?

L'aumento è dovuto in parte all'aumento della spesa durante le vacanze della Golden Week e all'evento commerciale del Singles' Day che ha preso il via all'inizio di ottobre. Pensate al Black Friday negli Stati Uniti, che i rivenditori al dettaglio sfruttano per aumentare i loro numeri complessivi.

Produzione industriale: la delusione

È qui che le cose si sono complicate. La produzione industriale è cresciuta solo del 4,9% rispetto all'anno precedente, mancando le aspettative del 5,5% e rallentando bruscamente rispetto alla crescita del 6,5% di settembre.

Perché questo rallentamento? Negli ultimi anni i produttori cinesi hanno dovuto fare i conti con una domanda interna fiacca, poiché l'aumento dell'incertezza sull'economia ha portato le aziende e i clienti a ridurre drasticamente la spesa. Inoltre, le tensioni commerciali con gli Stati Uniti non hanno aiutato, poiché un calo degli ordini di esportazione significa meno motivi per avviare i macchinari delle fabbriche.

Investimenti in immobilizzazioni: il vero problema

Questo è un altro dato che dovrebbe farci riflettere. Gli investimenti nazionali in beni immobili, che includono la spesa per fabbriche, infrastrutture e proprietà immobiliari, sono diminuiti dell'1,7% su base annua fino a ottobre. La situazione sta peggiorando, anziché migliorare, poiché a settembre il calo era stato solo dello 0,5%.

Gli investimenti in immobilizzazioni sono fondamentalmente una misura di quanto le imprese e il governo sono disposti a scommettere sul futuro. Quando sono negativi e diventano sempre più negativi, significa che la fiducia è quantomeno traballante.

Il settore immobiliare rimane il freno maggiore. Gli investimenti immobiliari sono crollati del 13,9% nell'anno fino a settembre. Il settore immobiliare era un tempo il motore della crescita cinese, ma ora è più simile a un'ancora che trascina verso il basso l'intera economia.

Il quadro dell'inflazione: quasi inesistente

Il lato positivo è che i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,2% su base annua a ottobre, segnando il primo dato positivo dal giugno 2025. Ma siamo realistici: lo 0,2% è praticamente nulla e rappresenta al massimo una briciola.

I prezzi alla produzione (quelli praticati dai produttori) sono scesi del 2,1% su base annua, segnando tre anni completi di deflazione a livello di produttori. Quando le fabbriche riducono i prezzi per tre anni consecutivi, non si tratta di una vendita, ma di disperazione.

Perché è importante: impatto sul mercato

Cosa significano in realtà tutti questi dati contrastanti per i mercati? Mettiamo insieme i pezzi.

Il pericolo della deflazione

Più del 25% delle aziende cinesi quotate in borsa ha registrato perdite nella prima metà del 2025, la percentuale più alta da almeno un quarto di secolo. Non è un errore di battitura. Significa che un'azienda su quattro sta perdendo soldi.

Perché? Guerre dei prezzi. Sovraccapacità. Domanda debole. Scegli il male minore. Quando le aziende non riescono ad aumentare i prezzi (o devono continuare a ridurli), i margini di profitto crollano. Questo significa meno assunzioni, salari più bassi e consumatori con ancora meno soldi da spendere. È un circolo vizioso.

Il buco nero del settore immobiliare

Il PIL cinese del terzo trimestre è cresciuto del 4,8% su base annua, il ritmo più debole in un anno, pesantemente influenzato dalla crisi immobiliare. Ecco perché è importante: il settore immobiliare ha storicamente rappresentato circa il 20% dell'attività economica cinese.

Quando gli investimenti immobiliari calano di due cifre, è come cercare di correre una maratona con una gamba ingessata. Il governo può pompare tutti i soldi che vuole nelle infrastrutture e nella produzione, ma se il settore immobiliare rimane in crisi, è una battaglia persa in partenza.

Cosa potrebbe significare per i mercati

  • Dollaro australiano (AUD): la Cina è il principale partner commerciale dell'Australia, quindi i dati deboli della Cina di solito colpiscono l'AUD. Quando l'economia cinese è in difficoltà, la domanda di materie prime australiane cala, mettendo sotto pressione l'AUD.
  • Metalli industriali: rame, minerale di ferro e acciaio seguono la domanda cinese. Calo degli investimenti in immobilizzazioni? Questo di solito è negativo per queste materie prime.
  • Beni rifugio: se i trader continuano a preoccuparsi che il rallentamento della Cina possa diffondersi a livello globale, aumentano le probabilità che alcuni capitali confluiscano nello yen giapponese e nel franco svizzero.
  • Appetito per il rischio complessivo: i dati deboli della Cina tendono a smorzare il sentiment di rischio complessivo, il che può colpire le valute dei mercati emergenti e gli asset legati alle materie prime.

Conclusione

I dati cinesi di ottobre raccontano di un'economia in stallo, che non sta accelerando ma non sta nemmeno crollando. Le vendite al dettaglio danno una parvenza di stabilità, ma sotto sotto gli investimenti stanno crollando e la deflazione sta diventando sempre più radicata.

Cosa tenere d'occhio in futuro:

I prossimi dati importanti saranno pubblicati a metà dicembre, quando usciranno i numeri di novembre. Da tenere d'occhio:

  • Se gli investimenti in immobilizzazioni si stabilizzeranno o continueranno a peggiorare
  • Se i prezzi al consumo riusciranno a mantenere una crescita positiva o torneranno alla deflazione
  • Eventuali annunci politici a sorpresa dalle riunioni del Politburo di Pechino

Anche se la PBOC ha detto di voler aspettare, gli stimoli fiscali restano sul tavolo. Il governo ha deciso di accelerare l'emissione di obbligazioni speciali dei governi locali nella seconda metà del 2025 per finanziare progetti infrastrutturali, ma la spesa per le infrastrutture da sola non risolverà la debolezza della domanda dei consumatori né sistemerà il settore immobiliare.

Tuttavia, i responsabili politici cinesi stanno giocando una partita a lungo termine, dando priorità alla stabilità rispetto alla crescita a breve termine. Ciò potrebbe significare risposte politiche più lente e misurate, che probabilmente si tradurranno in mercati più instabili e limitati per gli asset sensibili alla Cina.

Disclaimer: Il contenuto di questo articolo è solo a scopo informativo ed educativo e non deve essere interpretato come una consulenza finanziaria professionale, né deve essere utilizzato come base per decisioni di investimento. Il trading di valute, materie prime e altri strumenti finanziari comporta un rischio sostanziale di perdita e non è adatto a tutti gli investitori. I rendimenti passati non sono indicativi dei risultati futuri. Assicurati di aver compreso i rischi connessi e, se necessario, richiedi una consulenza finanziaria indipendente. BabyPips.com non si assume alcuna responsabilità per eventuali perdite o danni derivanti dall'affidamento sulle informazioni contenute nel presente documento.